9 Luglio Argentina Olanda 4-2 ai rigori

9 Luglio Oranje verdeoro: diario dell'estate dei mondiali ad Amsterdam.

Una giornata di pioggia freddissima in pieno luglio per un olandese è certamente un fatto normalissimo, non piacevole, ma normale.. niente cambia, a parte i tavolini fuori dai bar vuoti; ma per un italiano qualsiasi cosa si debba fare in una giornata di pioggia avrà una riuscita peggiore e quindi intraprenderla è meno incoraggiante.

E il sapere che anche in Brasile piove certamente non è un buon segno: si comincia a svolgere l’ esercizio dell’ottimismo, ma controcorrente. Stasera sotto il diluvio, il popolo dei cittadini, tutti con almeno qualcosa di arancione addosso, si preparano a vedere la loro sfida…. E stavolta non si tratta di una partita “pietra di inciampo”, si tratta di giocare contro l’ Argentina, squadra certamente temibile per il suo candidato goleador Messi, e dal portiere Romero sfrontato, ma per il resto ritenuta assolutamente all’altezza.

Eppure il commissario tecnico Van Gaal, forse ancora sotto lo shock della partita rovinosa del Brasile contro la Germania, e avendo sofferto la fatica di quella col Costarica, fa un diverso tipo di calcolo: non vuole ripetere il modello della scorsa volta, non vuole assolutamente arrivare ai rigori, troppo vulnerabili da elementi poco controllabili, e cambia strategia.
Da parte sua facendo un errore. Prima di tutto perché l’ Argentina, nazione originaria del Papa ora insignito, è altrettanto motivata a scontrarsi con la Germania, l’ altra nazione che ha dato i natali al papa emerito attualmente dimesso e ritirato in preghiera.
E per fare questo deve battere l’Olanda. E sulla fede l’Olanda ha un approccio scettico e agnosta..riconoscendo subito una sua inferiorità. Per tutto il primo tempo le due squadre si studiano come la mangusta col serpente.

Gli Oranje si passano la palla con affascinanti passaggi, l’Argentina risponde con potenza, spesso annullando la raffinatezza di quei passaggi, e per tutto il primo tempo non succede niente; e non succede niente nemmeno al secondo, e così si arriva ai tempi supplementari con le due squadre abbastanza frustrate dal non aver trovato il punto debole dell’ avversario.
La strategia del C.T. olandese: nel corso della partita cambiare tutti i giocatori nella speranza che facciano un punto.

Cambia i giocatori, lo fa lui, lo fa l’Argentina..Niente da fare. E si arriva ai calci di rigore. Tutti gli olandesi sanno una cosa: il portiere Cilleste ha una grazia incantevole nell’arte uscire dalla sua area palleggiando, e lasciando l’ avversario sgomento per tanta leggerezza, ma sui calci di rigore non ha talento e freddezza: li sbaglia sempre.
E a questo punto, visto che son stati fatti tutti i cambi nel corso della partita non si può piu’ sostituire. Per l’ Argentina comincia così la pacchia: da una parte un portiere
emotivamente fragile, e dall’ altra, la loro, invece un leone delle parate..Arriva così la svolta.

E quando gli olandesi realizzano che quel loro portiere Krul, dallo stile di Yashin non solo non è stato messo fin dall’ inizio, ma non si può sostituire, allora lucidamente danno la partita per persa. Cosa possono fare gli dei di fronte ad un errore simile? Puniranno i giocatori? Gli dei lasciano fare. Stavolta il destino degli uomini è nelle mani degli uomini.
E non bastano il tiro in porta di Robben perfetto e lieve come è il suo stile di giocatore, veloce, il più veloce, e garbato, sempre sulle punte, a vanificare gli sbagli del loro portiere. L’Argentina sente di poter vincere il mondo intero solo ascoltando gli incoraggiamenti del loro portiere Romero..che ruggisce volgendo lo sguardo al cielo …
Gli Oranje vanno per forza di inerzia. Chinano la testa e perdono.
Il giorno dopo tutti gli olandesi ammettono che quella partita contro la Germania proprio non volevano farla, e probabilmente questo ha influenzato la squadra inconsapevolmente.
Insomma: avevano inseguito da due settimane il Brasile e si trovano davanti una collega europea?.. Però, forse, proprio come nei racconti epici, uno degli dei ha parlato a Robben nel sonno: “volevate incontrare il Brasile? Lo incontrerete…lo incontrerete…”
Lo incontreranno la prossima settimana per decidere a chi verrà assegnato il terzo posto”
…e chissà che gli Oranje non vogliano lasciarglielo!

Date uno sguardo alle foto del 9 Luglio 2014

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