Il movimento perpetuo olandese

Amsterdam da lontano

Per percepire una città nel suo insieme di spazio e tempo…bisogna entrare nei luoghi vivere negli spazi in cui vivono i cittadini, in questo caso sia i residenti che i forestieri; bisogna lasciarsi trasportare da questo movimento perpetuo simile a quello del vento che spinge le pale dei mulini a vento….ma non per un gusto letterario di autenticità, o un’emulazione, ma per capire, cosa per loro sia importante.

Bisogna entrare nei ristoranti, dai parrucchieri, nei coffeshop, nei cinema, bisogna girare e frequentare le strade del porto per capire che e’ un porto, e di conseguenza per capire che il sesso e’ importante, proprio come in qualunque porto, e bisogna anche andare nei sexi shop, nei locali dove programmano spettacoli erotici, e non per sapere se li frequentano-peraltro chissà dove sono quelli frequentati dagli olandesi….che sicuramente frequentano -vista la cura del corpo che hanno le donne-( ho visto negozi di biancheria femminile con articoli raffinatissimi, di gran sensualita, pizzi, merletti corsetti, guepiere, reggicalze, nastri, guanti…da fare impallidire quanto sinora io abbia mai visto), ma per comprendere ancora meglio la dinamica e il senso profondo di un porto di mare, che accoglie, conforta riposa e cura per poi rimettere nelle condizioni di andare via…

Di fianco alla stazione e in uno dei canali più prossimi alla parte del porto più antica, quella con i vicoli più stretti e a labirinto, ci sono prostitute bellissime che si mostrano con corpi curati, per bigottismo, in italiano, diciamo che sono ‘le donne in vetrina’, ma il fatto che stiano in mostra in un ex negozio anziché per strada, da una parte mi sembra di gran ironia, dall’altra mi sembra civilissimo, mi sembra il minimo che si mostrino senza prendere freddo, al riparo, che quando non lavorano e attendono i clienti possono sedersi, magari leggere qualcosa, chiacchierare, la grande differenza è nella legalità del mestiere: qui, dove tutti lavorano, e’ impensabile che una prostituta guadagni clandestinamente, illegalmente, e quindi anche lei, lavora.

Ha una licenza ed emette ricevuta.

Fonte: http://www.flickr.com/photos/valewhale/ di Valentina Falcioni

Edifici

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2 Commenti a “Il movimento perpetuo olandese”

  1. Maria Cristina Giongo Scrive:

    Io credo che ogni mestiere, anche quello della prostituta, nel momento in cui viene accettato, deve essere considerato come un qualsiasi lavoro, come avviene in Olanda. E così è stato fino ad ora in questo Paese.

    Soltanto quando si è infiltrata la criminalità organizzata, considerato che gli olandesi, giustamente, sono molto rigidi nel volere che le loro leggi siano rispettate, sono state chiuse molte “vetrine”. E adesso non è più come prima nemmeno nel famoso quartiere a luci rosse di Amsterdam.

  2. pietro Scrive:

    che devo dire, bel racconto, belle foto, brava vale!!!!

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