La commovente liberazione di 3 ostaggi olandesi

La commovente liberazione di 3 ostaggi olandesi

Ecco a voi l’articolo commovente direttamente dal Cofanetto Magico di Cristina che prontamente ci ha fatto dono di un servizio che purtroppo in questo periodo è sempre più frequente nelle notizie di cronaca internazionale.

Finalmente sabato 12 marzo i tre ostaggi olandesi che sono rimasti 12 giorni nelle mani dei soldati del governo libico sono tornati a casa all’aereoporto militare di Eindhoven.
L’ aereo su cui hanno viaggiato i militari, due uomini, Bas Burger e Martin Streefland, ed una donna, Ivonne Niersman, proveniva da Atene. Sulla pista, ad accoglierli, c’era il Generale dell’esercito Peter van Uhm. La prima a scendere dall’ aereo è stata il comandante Ivonne Niersman. Seguita dai suoi compagni.
Ivonne è apparsa serena, nonostante una prigionia di 12 giorni. Ha subito agitato una mano in cenno di saluto verso i tanti giornalisti presenti. Poi, nonostante la proibizione di entrare in pista si sono viste due persone correre verso di loro. La moglie di Bas Burger e il marito di Ivonne.
L’abbraccio è stato lungo; e intenso è stato il bacio che lo ha seguito, a testimonianza di quegli interminabili giorni di attesa, con la paura di non poter più rivedere i loro cari. Poi il sollievo di poterli di nuovo stringere fra le braccia.
I tre militari erano in servizio sulla nave Hr. Ms.Tromp, della marina olandese, che si trovava in acque libiche. 15 giorni fa avevano cercato di far uscire dalla Libia due uomini, un olandese ed uno svedese ( i cui nomi sono ancora segreti), con un elicottero Lynx, violando le regole internazionali in quanto non avevano chiesto
il consenso del governo del Paese dove si trovano. Resta un mistero il perchè abbiano rischiato la vita per evacuare queste due persone.
L’elicottero è stato subito bloccato e sequestrato; loro sono stati arrestati con una prima accusa di spionaggio, resa pubblica dal figlio di Muammar Ghedaffi, Saif al-Islam. I libici usano questi elicotteri per sparare più da vicino ai ribelli. Probabilmente questo è il motivo per cui hanno voluto confiscarlo.
“Le trattative per la loro liberazione sono state molto difficili”, ha dichiarato il Ministro della difesa olandese Hans Hillen, pochi giorni fa.
Sono andate a buon fine grazie anche ad una delegazione guidata dal diplomatico Ed Kronensburg, che ha rivestito un ruolo molto importante nel negoziato e anche grazie al governo greco. Non è stata pagata nessuna somma di denaro per il riscatto.
Ad Atene i tre militari sono stati controllati da alcuni medici e sottoposti anche ad un colloquio con uno psicologo prima del rientro. Proprio per questo il loro ritorno è stato posticipato. Ivonne è sembrata più tranquilla rispetto ai suoi compagni, Martin e Bas, decisamente più provati. Nonostante la stanchezza ed il desiderio di stare finalmente con la sua famiglia. Infatti è stata lei la prima a prendere la parola, dopo la precisazione del Generale Van Uhm, rivolta a noi giornalisti presenti, di non fare domande inerenti la motivazione e la dinamica dell’arresto, perchè ancora in fase di inchiesta. Infatti ci sono ancora tanti punti da chiarire.
“ Ci hanno trattati bene: ci davano regolarmente da mangiare e da bere. Ci hanno messo le manette tre volte; e siamo stati bendati soltanto durante i trasferimenti. Ci hanno persino permesso di vedere la televisione di alcune emittenti straniere, per seguire le ultime vicende. Qualche volta erano gentili”, ha detto Ivonne.
“Ma qualche volta no”, ha continuato Martin Streefland. “ Per fortuna ci tenevano insieme , così abbiamo potuto farci compagnia e sostenerci a vicenda. Sì, abbiamo avuto paura che potesse finire male per noi, soprattutto durante i trasferimenti da un luogo all’altro…Ringraziamo tutti coloro che si sono prodigati per la nostra liberazione e il governo olandese che ha sostenuto noi e le nostre famiglie in tutti i modi.”
Fra i giornalisti presenti c’erano anche degli stranieri; americani, francesi, inglesi, belgi, tedeschi. E noi italiani.
All’incontro con i familiari non abbiamo potuto assistere; gli olandesi sanno rispettare i sentimenti umani. Non hanno voluto farne un show per la stampa ma lasciare questo avvenimento come doveva essere; un momento intimo da riservare solo alle persone coinvolte.

Maria Cristina Giongo ( giornalista corrispondente )
Per Blogolanda

Servizio fotografico di Hans Linsen
www.mariacristinagiongo.nl

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La conferenza stampa

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Maria Cristina Giongo

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Un Commento a “La commovente liberazione di 3 ostaggi olandesi”

  1. Emanuela Scrive:

    Ogni tanto una buona notizia….

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