E’ nato Alessandro.. l’esperienza di Roberto e Marilena in Olanda

Roberto e Marilena

Roberto Duca, un affezionato lettore di BlogOlanda.it mi ha scritto questa bella lettera annunciado la nascita del loro primo figlio Alessandro. Ecco allora che con gioia la pubblico innanzitutto per condividere con voi queste fantastico evento che secondo me è il più bello che possa esistere ma anche per riferirvi la sua diretta esperienza di un parto avvenuto in Olanda.. lo stesso viene raccontata nei minimi particolari.. nel leggerlo mi è sembrata di essere stato vicino a loro.. e poi è interessante anche per capire i servizi olandesi per quelle donne che sono in procinto di partorire..

Ciao Francesco,

è da un pezzo che non ci si sente. io comunque leggo spesso il tuo blog dall’Olanda.

io e mia moglie Marilena viviamo a Veldhoven e …. il 4 Gennaio abbiamo allargato la nostra famiglia. E’ nato il nostro primo figlio Alessandro !

Il parto è avvenuto qui in Olanda. Di gravidanze e parti in Italia non sono molto esperto. So solo “per sentito dire”. Ma ti potrei raccontare la nostra storia, di questi nove mesi e qualche giorno trascorsi insieme ad Alessandro.

Prima di tutto, appena abbiamo “capito” che Marilena era incinta, ci siamo rivolti alla Verloskundige praktijk, ovvero l’ostetrica. Qui non ci sono ginecologi che ti seguono, se tutto va liscio. E di solito prendi appuntamento con l’ostetrica, la quale ti fissa un primo appuntamento almeno alla 8° settimana. Durante il primo appuntamento ci ha fatto molte domande ed ovviamente una ecografia del nostro piccolo. A quel primo appuntamento abbiamo potuto constatare che il cuoricino di Alessandro batteva forte e chiaro.

Da li il programma delle visite e delle ecografie è stato stabilito: una visita ogni 4 settimane per poi aumentare di frequenza (ogni 2 settimane all’8 mese ed ogni settimana al 9 mese). Le ecografie erano alla 12° (per il test combinato oppure amniocentesi alla 15°), alla 20° (ecografia morfologica) e 35°. Per gli esami del sangue non se ne è parlato…. insomma non ti sconvolgere, qui non fanno tutte le cose che siamo abituati in Italia. Toxoplasmosi e altre malattie non vengono controllate. Ti dicono di fare attenzione a non mangiare verdura non lavata, ma di disinfettanti per la frutta e la verdura non se ne usano e noi non ne abbiamo usati. Ed Alessandro è nato in salute.

Poi abbiamo prenotato per la Kraamzorg, ovvero il servizio attraverso il quale si riceve a casa un’infermiera specializzata in maternità. La durata del servizio dipende dal contratto assicurativo (qui in Olanda la previdenza è privatizzata).
Una volta prenotata il Kraamzorg, la Kraamvrouw, ossia Marilena, riceve la visita a casa della Kraahulp, ossia una infermiera del team, che le domanda di tutto, tipo vari problemi e malattie che ha avuto da piccola, e le spiega come funzionerà il servizio. In pratica l’infermiera seguirà la neo mamma ed il neonato, facendo attenzione che tutto sia pulito e sterilizzato in casa dal primo giorno che torneranno a casa, fino all’ultimo giorno del suo servizio, che di solito è di una settimana piena. In certi casi la kraamhulp cucina, ma per regola non va a fare la spesa. La spesa ed altro è ancora a carico dei neo papà che si potranno certamente muovere meglio delle mamme, appena dopo il parto.

Nel mentre Marilena si è inscritta ad un corso pre-parto organizzato dalla Consultatie Bureau, un organo nazionale che organizza servizi pre e post parto, come ad esempio la ginnastica pre-parto, oppure periodicamente misura, pesa e segue le vaccinazioni del bambino. Il tutto viene allegato in un log book, dove si vanno a scrivere tutte le fasi della crescita fisica e mentale del bambino, dal primo dentino, al primo sorriso e alla prima volta che cercherà di afferrare oggetti.

La data prevista per Alessandro era il 4 Gennaio 2011. Poco tempo prima del parto, a metà dicembre, siamo andati a visitare l’ospedale dove avevamo scelto che Alessandro nascesse. Ci hanno fatto vedere e ci hanno spiegato (in perfetto olandese!) tutte le sale parto e le cose da fare, anche se in realtà è l’ostetrica che fa in modo che la futura mamma arrivi sana e salva in ospedale, accompagnata dal papà .
In Olanda si puo sceglier per il parto in casa. In questo caso, l’ostetrica che avrebbe seguito Marilena sarebbe venuta casa, con un po’ di strumentazione, tipo misura del battito cardiaco, ma niente altro. Noi per non correre rischi, invece, avevamo optato per il parto in ospedale.

Alessandro, per sfatare un mito sulla puntualità italiana, è venuto alla luce proprio il 4 Gennaio. Il travaglio è iniziato alla 1 del mattino del 4 Gennaio ed Alessandro, seguito dalle ostetriche dell’ospedale, è nato alle 12:50. Un parto molto veloce, dicono, per il primo figlio. Io sono stato ben voluto in sala parto ed ho supportato, per quanto potevo, Marilena, che è stata bravissima.

Tre ore dopo il parto, se la mamma sta bene e riesce a muoversi e dopo vari controlli, si è dimessi e si può tornare a casa. Alle 18.30 del 4 Gennaio eravamo già a casa ed Alessandro veniva preso in cura da Gemma, l’infermiera assegnata dal Kraamzorg. Gemma, pur avendo fatto un’impressione un pò da “sergente Gunny Highway”, si è poi rivelata molto gentile e ci ha spiegato come fare praticamente tutto, dal pannolino (quanti ne abbiamo cambiati!) al primo bagnetto, al vestire Alessandro.
Negli stessi giorni anche la famiglia di Marilena era in visita, qui a Veldhoven, e la nonna materna ha potuto assistere al parto, insieme a me. La famiglia di Marilena, che viene da Marittima in provincia di Lecce, ha avuto un bel da fare per adattarsi alle “usanze e costumi” Olandesi. Qui manca “u sucu”, “e cicore e le cicureddre” nonchè “u mieru”. Inoltre avere un’infermiera in casa che parla solo in inglese/olandese può esse shoccante…. Per ovviare a queste imbarazzanti divergenze si è arrivato al patto di lasciare la cucina a nonna Rosaria e a Gemma il compito di degustare i manicaretti. Accordo stipulato e mantenuto dal primo pranzo, per poi raggiungere il consolidamento quando la pasta fatta in casa e le lasagne hanno fatto il loro spettacolare successo sulla tavola sempre imbandita di prodotti italiani. E pensare che ogni volta che provavamo ad offrire a Gemma qualcosa di tipicamente Olandese , lei rifiutava dicendo: “questo me lo posso mangiare sempre, il cibo italiano, no!”. Buongustaia però!

Alla fine della settimana, Gemma e la famiglia di Marilena se sono andati. La dipartita è avvenuta nello stesso identico giorno! E noi? bhè siamo piombati un pò nel panico.. ma abbiamo recuperato subito fiducia e ora ce la stiamo cavando bene.

Cercando di dimenticare “certe notti” quando Alessandro è un pò agitato, entrambi i genitori sono al settimo cielo di averlo nella loro famiglia, vederlo crescere e prendersi cura di lui.

Ecco questa è la nostra storia. Pensavo che forse sia interessante per il tuo blog. Chissà che non ne sentiamo altre dai tuoi lettori!

Un saluto
Roberto e Marilena… e Alessandro! :)

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12 Commenti a “E’ nato Alessandro.. l’esperienza di Roberto e Marilena in Olanda”

  1. Emanuela Scrive:

    Carissimi neo mamma e neo papà… tantissimi auguri per questo bellissimo evento… la nascita di un figlio stravolge in tutti i sensi, ma le soddisfazioni compensano le nottate in bianco e il cambio di pannolini!!! :-(
    e l’istinto prevale in tutto, l’importante è non farsi cogliere dal panico alla prima colichetta…(più facile a dirsi che a farsi)….
    il supporto dei genitori è importante ma non fatevi influenzare dal “una volta si faceva così… è meglio fare colà…” perchè i tempi sono cambiate ed anche i bambini sono più svegli di una volta… pertanto SEGUITE SOLO IL VOSTRO ISTINTO e vedrete che il piccolo saprà farsi capire quando ha fame, sete o sta male….
    il parto io l’ho avuto col cesareo perchè la mia bimba era podalica, ma me l’hanno messa sul petto quando è nata perchè ero cosciente, avevo fatto solo l’anestesia spinale. quel momento rimarrà impresso nella mia mente e nel mio cuore fino al mio ultimo respiro, perchè altri figli non ne avrò….
    godetevi questi primi mesi perchè il tempo vola senza accorgersene e in meno che non si dica vedrete il vostro figlioletto andare all’asilo e direte:” ma di già???”
    questa è la vita: una ruota che gira a volte molto veloce a volte lentissima….
    tanti tanti auguri!!!!

  2. Ursula Wagenaar Scrive:

    Tanti auguri a mamma e papà! Bellissima a leggere questo racconto, specialmente dopo che ultimamente c’è stato un pò di critica sul sistema olandese. Io sono un pochino gelosa, avendo partorito le mie figlie in italia. Capiscimi bene, lo staff era meravigliosa, ma i corsi pre- e post-parto, il Kraamhulp e tante altre cose che conoscevo dall’olanda mi sono mancati veramente. Auguri di nuovo!

  3. Valerio Scrive:

    auguri di cuore

  4. Roberto Scrive:

    Ciao, grazie per i commenti.

    Emanuela: eh si, infatti ci facciamo guidare dall’istinto… i genitori sono lontani e non possono “controllare” cosa succede in realtà. tutti hanno sempre ottimi consigli… insomma, da bravi italiani, sono tutti dei perfetti allenatori quando stanno sugli spalti.
    Sono d’accordo con te. I bimbi di oggi hanno piu stimoli e crescono piu velocemente.

    Ursula: immagino cosa vuol dire partorire fuori casa. :) in Italia, ho l’impressione che tendiamo un pò ad esagerare, mentre in Olanda le procedure sono ridotte all’essenziale. Ti dirò che eravamo dubbiosi in principio, ma alla fine, se la mamma sta bene , perchè il bimbo non dovrebbe stare bene? noi abbiamo fatto vari controlli, perche’ volevamo essere certi sulla salute di Alessandro. ma ti devo dire che abbiamo seguito la prassi Olandese. non abbiamo sgarrato mai :)

    Avere un bimbetto tutto tuo (per ora, almeno, prima che spicchi il volo quando sarà più grande) è una esperienza meravigliosa. ancora oggi ogni tanto dico a Marilena: ” ma ti rendi conto che quel cosino lì, lo abbiamo fatto noi?”. e ci mettiamo a ridere…

    Valerio: grazie!

    ciao
    Roberto & Marilena

  5. Maria Cristina Giongo Scrive:

    AUGURI, AUGURI DI CUORE!!!! Che bella notizia!

    Anch’io ho partorito i miei due figli in Olanda, ambulatoriamente….La prima volta mi hanno mandata a casa quasi subito ma accompagnandomi con l’ambulanza….la seconda a momenti mi facevano tornare a piedi!

    Un’esperienza talmente interessante e speciale che ne ho fatto un libro, “Caro piccolo baby”, edito da Rusconi, per cui mi hanno pure intervistata alla RAI ( a TG l’una ) in Italia!

    Allora grazie a Roberto e Marilena per il bel racconto e un bacino ad Alessandro, anche da parte del mio Alexander ( che ora ha 24 anni; nato all’ospedale Diaconessen di Eindhoven)

    Cristina Giongo

  6. Emanuela Scrive:

    la cosa che proprio non mi piace dei corsi pre-parto è il lavaggio del cervello che fanno le ostetriche a proposito del latte materno, della massima igiene, etc etc…
    La neo-mamma già in stato confusionale da questo meraviglioso evento che è la nascita di un figlio, viene bombardata di continui obblighi che alla fin fine è quasi logico che si vada in depressione.
    i primi giorni in ospedale (sono stata ricoverata 5 giorni) sono stati un incubo!: vedevo gli altri bimbi crescere, la mia invece non riusciva ad attaccarsi al seno, calava di peso ed aveva l’ittero. poverina ogni giorno veniva punta piedini e maanine per gli esami della birilubina… un incubo!!
    non ce la facevo più, tutto il giorno attaccata al tiralatte per farglielo bere con il cucchiaino o una piccola siringa perchè ora va di moda così, vietati i biberon!
    sono entrata in ospedale di lunedì e il venerdì ho firmato per uscire anche se la bimba continuava a calare di peso. ho firmato dichiarando che i giorni a seguire l’avrei portata in ospedale per i controlli sia del peso che della birilubina.
    appena uscita il venerdì pomeriggio mi sono fermata in una farmacia e ho preso il latte in polvere, non è la prima bimba che cresce sana anche col latte artificiale. La prima notte a casa Giulia è sempre stata sveglia a mangiare. poverina era da 5 giorni che digiunava!!! dopo due giorni di controlli in ospedale, mi hanno detto che la bambina finalmente era a posto e di continuare così (non sapevano che le davo il biberon)
    Dopo alcuni mesi ho inviato una lettera scrivendo il mio disagio e raccontando questa storia, perchè non è possibile un tale comportamento da parte dello staff sanitario.
    la direzione mi ha risposto dicendo che NON avevo fatto la cosa giusta, che l’allattamento al seno è la cosa più preziosa! ma se il latte non è buono? se la bimba non riesce ad attaccarsi?
    beh insomma, scusate se sono stata lunga, ma il mio messaggio è: non lasciate che vi venga fatto il lavaggio del cervello da dottori, puericultrici ed ostetriche! fate quello che il vostro istinti vi suggerisce.
    la despressione è sempre dietro l’angolo… e penso che la causa sia proprio questo stress.
    io ci sono andata vicina, ma per fortuna sono stata aiutata innanzittutto dal mio compagno e poi dai miei genitori anche se vivono lontani.
    ho superato il senso di non essere stata una buona madre perchè non allattavo e da quel momento ho vissuto i momenti più belli con la mia bimba, senza più incubi…
    ANCORA TANTI AUGURI A MARILENA E ROBERTO
    MA SOPRATTUTTO UNA VITA SANA E SERENA AL PICCOLO ALESSANDRO

  7. Elisa Fabiani Scrive:

    ciao Roberto
    con molto piacere scopro la nascita del tuo Alessandro.
    congratulazioni!!!
    io ho dato alla luce la mia secondogenita Nicole ormai 10 mesi fa
    A presto e tanti auguri
    Elisa

  8. Marilena Scrive:

    Ciao Emanuela.
    Ho letto la tua storia. Io sono stata molto fortunata perchè, nonostante le mille paure che avevo prima del parto, poi tutto è andato bene. Al tuo posto comunque avrei fatto la stessa cosa. Io nei primi 3 o 4 giorni non avevo abbastanza latte e Alessandro era spesso nervoso e non dormiva tanto ma la kraamhulp ci aveva consigliato di dargli 30 ml di latte artificiale dopo l’ultima poppata del giorno. Ovviamente era solo per quei giorni ma ogni tanto quando il mio istinto me lo dice lo faccio ancora. Ci sono alcuni giorni in cui lui mi chiede più latte e io probabilmente non riesco a soddisfarlo.
    Non credo di far male….lui sta crescendo bene, forte e sano.
    Noi siamo sempre un po’ provati dalla stanchezza ma basta guardarlo crescere per farsi passare tutto.

  9. Francesco GuidOlanda Scrive:

    Auguroni di cuire anche a te Elisa
    Grazie Emanuela e Marilena per aver lasciato traccia delle vs preziose esperienze qui sul blog

  10. Roberto Scrive:

    Elisa!
    ma pensa ! come hai fatto a trovarmi?.. bhè , oddio, domanda retorica… sono su un blog molto famoso! grazie Francesco! :)

    Che bello sentire che hai 2 figli. Come va ?
    Noi abbiamo avuto la nostra esperienza in Olanda e ci siamo trovati molto bene.
    scrivimi in pvt. fammi sapere.

    Roberto

  11. emanuela Scrive:

    hai ragione Marilena, ascolta solo il tuo istinto di mamma, pechè i bambini non sono tutti uguali… le ostetriche e le puericultrici danno dei consigli generali ma noi mamme poi li dobbiamo personalizzare in base alle esigenze dei nostri piccoli.
    vedrai che la stanchezza ti farà compagnia per un bel po’, spero non come è successo a me che con Giulia non ho passato una notte intera di sonno fino ai 3 anni passati!!! però tutto passa in secondo piano e poi la cosa più triste è che questi meravigliosi momenti passano così in fretta….
    oggi li vedi in carrozzina, domani a scuola, dopodomani diventi nonna :-)….
    vedi il tempo passare attraverso loro….

  12. Roberto Scrive:

    Ciao Emanuela.
    I sorrisi di Alessandro fanno passare tutto in secondo piano, vero. E’ bellisimo vederlo crescere, cambiare di giorno in giorno, e vedere anche che il tempo passa velocemente insieme a lui.
    Ma, come dici tu, sarà una cosa che ricorderemo più in la come un momento bellisimo passato con lui e rimpiangeremo tutti i momenti passati con lui a prenderci cura del nostro piccolo Alessandro, a coccolarlo e calmarlo…. anche nel pieno della notte.
    Roberto

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