La Puntualità

Sandrina Liguori-Krijger

Sandrina ci parla della puntualità olandese e di come viene considerata in modo diverso dagli italiani, ecco alcuni esempi, come sempre anche divertenti che dovrebbero farci riflettere.

La puntualità per gli Olandesi è un punto molto importante. Arrivare in ritardo è assolutamente non accettabile. Per loro non è possibile annullare un appuntamento lo stesso giorno.

Anch’io sono fatta cosi, mi ricordo ancora del primo giorno di lavoro. Dovevo iniziare alle 6 e mezzo di mattina e occorreva un’ora di macchina per arrivare puntuale. Proprio quel giorno c’era una nebbia fitta ma sono partita lo stesso perchè era impensabile chiamare per dire che sarei arrivata in ritardo. Perchè so quanto è importante la prima impressione e quindi arrivare in tempo, specialmente il primo giorno di lavoro!

La nuova generazione la pensa un po’ diversamente. Mio marito italiano ha le abitudini italiane ma vivendo piu di 20 anni in Olanda ha imparato ad essere puntuale e a dargli la giusta importanza. L’altro giorno una nuova ragazza doveva iniziare a lavorare da noi. Ma un paio d’ore prima chiamò la madre per dire che la figlia era malata e che quindi non poteva venire. Mio marito fu cortese con la signora, ma appena chiuse il telefono, mi riferì: ‘niente, allora questa ragazza non la facciamo piu lavorare!’.

In Olanda quando hai un appuntamento di lavoro ci puoi contare, in Italia non sai mai se viene rispettato! Questo è un pregiudizio che si sente dire spesso qui in Olanda.

Secondo me le cose sono migliorate negli ultimi anni ma non sempre… una signora che vive al Nord mi ha detto non tanto tempo fa, che per chiedere il rilascio di un documento occorre ancora tanto tempo e ti mandano da una parte all’altra. Perchè nonostante tutti gli uffici siano muniti di computer, non sempre sono collegati e manca la collaborazione tra loro. Una volta per concludere una faccenda abiamo dovuto individuare prima di tutto il contatto giusto e poi per concludere positivamente l’affare fu necessario anche fare ‘un bel regalo’!

L’Olandese segue le regole e vuole rispettarle! Ognuno aspetta tranquillamente il proprio turno tenendo la giusta distanza, in macchina manteniamo la calma e dovendo aspettare, non suoniamo subito il claxon. Puoi anche rischiare di ricevere una multa tra l’altro. Tutte queste regole sono a volte pesanti. In Olanda ti danno la multa, anche se arrivi con un minuto di ritardo, il tempo è scaduto e quindi non c’è perdono. Comunque devo dire che nemmeno in Italia si scherza piu… Da un anno non pago ancora una multa che mi è stata fatta a Milano, non la pagai subito perchè mi fu poi recapitata in Olanda. Infatti, credetti per errore che non sarebbe mai arrivata, visto la distanza tra i due Paesi. Invece adesso mi è pervenuto un sollecito con una sanzione che questa volta l’ha raddoppiata!

Sandrina Liguori-Krijger
(un’ olandese sposata ad un italiano che vive in Olanda)

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20 Commenti a “La Puntualità”

  1. maria cristina giongo Scrive:

    Giusto, Sandrina!

    Però io odio arrivare in ritardo e sono italiana; mentre mio figlio, metà olandese….è sempre, coerentemente, costantemente in ritardo!

    Circa le multe arrivano…arrivano anche in Olanda! Oramai gli italiani si sono fatti furbi….

    Allora..viva l’Italia e viva l’Olanda!!!!!

    A domani ( in Olanda) per l’aperitivo; da veri italiani!

    Cristina

  2. Hans Scrive:

    Sui comportamenti in strada posso solo dire che si vede una grande differenza tra gli Italiani e gli Olandesi, almeno in citta’.
    Qui si mantiene la proprio corsia, mentre ho visto in Italia, a volta, tre macchina o piu’ davanti al semagforo rosso. Oppure di piu’ se potrebbero.
    Ma, dall’altro lato e’ piu’ divertente, diciamo.
    Qui mi quasi addormento.

    Tanti saluti,
    Hans

  3. Fabrizio Scrive:

    Ciao Sandrina, leggo da tempo blogolanda e ultimamente anche i tuoi interventi. Permettimi di fare una considerazione in merito a quello che scrivi. Premesso che sono stato spesso in olanda e non solo amsterdam, anzi nei miei viaggi ho sempre preferito il paesino in cui potessi osservare la vera vita olandese (amsterdam non mi sembra rappresentativa dell’intera olanda), premesso che certe differenze ci sono ma come ci sono tra tutti gli essere umani, ritengo che tu abbia tratto regole comuni (ad esempio, gli italiani sono così) partendo da casi particolari (la famiglia italiana (calabrese se non ricordo male) a cui ti sei legata e relative amicizie). Sono uno psicoterapeuta e di persone ne vedo tante, beh ti assicuro che siamo tutti molto diversi. Anche i fratelli gemelli hanno caratteristiche diverse. La statistica ci insegna che se vogliamo ottenere un buon risultato dobbiamo estratte un campione eterogeneo dalla popolazione ed una famiglia o comunque un solo individuo con qualche amico e parente non è decisamente rappresentativo. Perciò, pur apprezzando l’intenzione di voler lanciare spunti di riflessione sulle differenze che inevitabilmente ci sono( semmai tra persone e non tra popolazioni) ti invito a evitare di “disegnare ciò che vedi” con soli due colori altrimenti rischierai di cadere tu stessa nella trappola del luogo comune del nordico rigido nelle idee e nei comportamenti e dell’italiano approssimativo e senza regole. Fabrizio

  4. Cristina Scrive:

    Interessante il tuo commento Fabrizio. E anche il tuo lavoro!

    Anch’io, come giornalista, ho intervistato tante persone ( a volte della stessa famiglia) facendomi un’idea della varietà del genere umano; e, in particolare, della psiche umana.

    Ma l'”analisi” di Sandrina rimane solo, come dici tu, a livello “esteriore”( non vorrei usare la parola “superficiale” perchè sarebbe negativa).

    In questo senso è quindi indicativa di una certa mentalità generale, oltre che di piacevole lettura per certi “stereotipi” ben descritti.

    Cari saluti

    Cristina

  5. Sandrina Scrive:

    Ciao Fabrizio, anche se lei e’ stato spesso in Olanda. Essendo Olandese (e non ho mai usato Amsterdam come esempio..) e avendo abitato nel Nord, centro e adesso nel Sud Olanda, so molto bene come raggionano gli Olandesi in generale e i pregiudizi che sto sentendo da piu di 20 anni ormai, da quanto ho un partner Italiano. Ha ragione che ho usato queste ‘regole comuni’, e per fare dei giudizi si deve generalizzare per forza, so benissimo che ogni persona e’ diverso, non ho bisogno di un psicoterapeuta per dirmelo questo… pero secondo me in generale ci sono sempre delle caratteristiche in comune di un popolo, una regione o un paese. E questo e’ stato la mia motivazione a lanciare questi spunti di riflessione, e per appunto dicutterci sopra!

  6. Fabrizio Scrive:

    Gentile Sandrina, pur rispettando la tua conoscenza dell’Olanda e degli olandesi, (io rimango sempre un turista) stai utilizzando inferenze e pregiudizi e non analisi di caratteristiche individuali. Io sono italiano e sento di poter dire di conoscere pregi e difetti di questo paese tanto amato e discusso ma non potrei mai dire di conoscere bene gli italiani perché in vita mia se dicessi di averne conosciuti a fondo qualche migliaio esagererei (in Italia siamo circa 60 milioni). Ho sempre viaggiato con l’intenzione di vedere cosa ci fosse oltre il luogo comune, il pregiudizio, e ho sempre trovato qualcosa di diverso da quello che ci si aspetta partendo da preconcetti. Se mi fossi fidato di alcune “voci” non avrei visto tanto paesi e conosciuto tante persone e forse non sarei venuto neanche in olanda.
    Sandrina, ripeto, trovo piacevoli i tuoi interventi quando parli di te, perché porti una storia personale (quella di “una” donna olandese che sta con “un” uomo italiano) ma le generalizzazioni mi piacciono meno perché non portano un’informazione utile a chi vuole farsi un’idea propria.
    Fabrizio (un italiano che ama la puntualità e non suona il clacson in mezzo al traffico)

  7. Stefano Rigutti Scrive:

    Salve a tutti,é la prima volta che vi scrivo ma vi leggo sempre con interesse anche se avendo sposato una bella olandesina molte cose le conosco gia’.
    Il discorso sulla puntualitá é molto interessante e posso confermare che gli olandesi, non tutti ma sicuramente la maggioranza, sono molto puntuali e in generale molto precisi, ció non toglie che mia moglie sia una gran casinista in casa ma ha dei paletti fissi nei rapporti con le persone a cui non potrebbe mai rinunciare. Purtroppo non riscontro la stessa cortesia negli italiani, naturalmente non tutti ma una buona percentuale. Io faccio il consulente tecnico commerciale e frequento veramente tante persone e tante aziende e devo dire che mi capita spesso di girare l’auto perché mi chiamano all’ultimo momento avvisandomi che l’appuntamento si deve rimandare, per caritá anche a me succede di dover dare delle prioritá ma faccio il possibile per non dare buca all’ultimo.
    Per concludere darei peró un consiglio a Fabrizio e a Sandrina, tutti i popoli hanno delle abitudini, usanze e atteggiamenti differenti, positive e meno positive che vanno in parte accettati e in parte per quanto possibile modificati con l’educazione dei figli perché l’adulto difficilmente lo cambi.
    Quindi credo che le esperienze come la mia e quella di Sandrina, cioé coppie miste di due popoli molto diversi debbano essere sfruttate per cogliere il meglio di ognuno e divulgarlo il piú possibile.

  8. Maria Cristina Giongo Scrive:

    Concordo con Stefano, considerato che anch’io ho sposato un olandese.
    Anzi…due ( sono recidiva! ),visto che sono al secondo matrimonio!

    Tuttavia il mio primo matrimonio non è finito per una differenza culturale;bensì per motivi comuni agli uomini ( e donne) di qualsiasi Paese, razza, religione.

    Grazie comunque a Sandrina per i suoi simpatici interventi. E anche a Fabrizio e a Stefano per i loro interessanti commenti. Anche questo è un modo di viaggiare e di conoscere, sia pur a livello “virtuale”.

    Se faccio in tempo a spedirla a Francesco e lui a pubblicarla domani troverete una foto molto caratteristica scattata stasera in Olanda
    Ciao a tutti

    Cristina

  9. Mauro Scrive:

    Sandrina direi che questo articolo ha raggiunto l’obiettivo: creare una sorta di “dibattito virtuale” dove gente di cultura diversa porta il proprio contributo dicendo la sua arrivando a rielaborare dunque il tuo pensiero. Fra i commenti ricevuti debbo dire che condivido molto l’ultimo di Stefano. Ogni popolo ha le sue abitudini, le sue tradizioni, le sue regole. Per la poca esperienza di viaggi all’estero maturata posso dire che in Europa solitamente ho notato che in alcuni Stati (Germania, Olanda, Svizzera per fare qualche esempio) il rispetto delle regole, l’educazione alla legalità, l’educazione civica sono i cardini sui quali basano la loro vita. Già da piccoli i bambini vengono abituati/allenati sia a scuola che a casa a rispettare determinati principi e quelle regole che sono importanti e direi fondamentali per una convivenza civile e democratica. Per quel che riguarda il popolo italiano possiamo dire che c’è un enorme eterogenità. In definitiva vi sono molte famiglie che insegnano il rispetto già ai bambini soprattutto senza fare “pappardelle teoriteche” ma bensì dimostrandolo con il proprio modo di essere. I bambini oggi seguono non tanto le prediche bensì il “modus operandi” del loro punto di riferimento: i genitori a a casa e gli insegnanti a scuola. Per quel che riguarda la legalità in generale tutto ciò poi riveste grande importanza il come le istituzioni sono strutturate e organizzate. Mi spiego. Partendo dall’alto se un Governo si forma grazie a politiche “clientelistiche” non stupiamoci se per accedere agli uffici pubblici ed ottenere in modo celere documenti che ci servono ci si arrivi prima per conoscenza…C’è poi da dire che in ogni singolo Stato il rispetto delle regole funziona diversamente. Rimanendo in Italia a Napoli o Reggio Calabria è più facile trovare ragazzi che girano in scooter senza casco o che non si fermano al rosso. A Milano e Torino un pò meno. E anche questo meriterebbe una riflessione a parte. Termino con l’educazione civica dei bambini e il rispetto dell’ambiente, fondamentale per la sopravvivenza stessa del pianeta: non lasciare il rubinetto aperto quando ti lavi i denti, non sprecare l’acqua, non gettare nulla per terra, rispetto per gli animali e per la natura in genere. Se queste cose non si inizia ad inculcarle sin dalla primissima età scordiamoci di poterlo fare quando ormai è tardi (adolescenza)…..detto questo, parlando di puntualità…devo scappare alle 10.30 arriva l’antennista a casa e visto che la penso come gli olandesi non voglio farlo aspettare…..buona settimana e buon Natale a Sandrina e agli altri che seguono questo bel blog che sto avendo modo di leggere ed apprezzare.

  10. Francesco GuidOlanda Scrive:

    Grazie a te Mauro per aver apprezzato l’articolo di Sandrina e questo blog.. grazie a tutti

  11. Ursula Wagenaar Scrive:

    Bello l’articolo ed anche i commenti. Certamente non si può generalizzare, ma quello che scrive sandrina in grande linee trovo verissimo. Diciamo cosi che la maggior parte degli olandesi è puntuale, come la maggior parte degli italiani non lo è. Se in Olanda avevo un’appuntamento alle ore 10 di mattina in genere veniva rispettato (sia in ambito lavorativo che privato). In Italia nel frattempo ho imparato che quando devo organizzare qualsiasi evento per un gruppo, a chi partecipa dico che inizia un mezz’ora prima dell’orario che ho in mente. Significa che devo essere sempre un mezz’ora in anticipo io, per chi dovrebbe essere puntuale, ma quasi sempre questa mezz’oretta passo cmq da sola :)
    Poi basta guardare la mattina l’entrata a scuola. In orario nella classe ci sono mediamente solo 50% dei ragazzi, e spesso manco il professore. Aggiungendo che non è sempre la colpa dei ragazzi, ma piuttosto dei genitori che trovano mille scuse per non essere in orario. Io per esempio il giorno che c’è il mercato settimanale vicino alla scuola di mia figlia, parto 10 minuti prima da casa, sapendo che c’è troppo traffico. Invece per tanti genitori è più normale che i figli vengono in ritardo, causa traffico del mercato. Quindi lezioni disturbati, perché i ritardari possono entrare in classe lo stesso. E nessuno che inventa una semplice soluzione come dare le punizioni. Quando andavo io a scuola c’era la regola che chi veniva in ritardo 3 volte in 2 mesi doveva tornare il sabato a pulire la scuola (perfino i bagni)…………………….in ritardo non c’era quasi mai nessuno! :)
    Aggiungo che la persona meno puntuale che conosco è una mia carissima amica olandese, che ha sposato un italiano puntualissimo. Però secondo me sono tutti i 2 eccezioni, senza offesa.

  12. Emanuela Scrive:

    Vorrei commentare solo quanto raccontato da Sandrina, per non alimentare inutili polemiche…
    E’ giustissimo, ma soprattutto è una questione di rispetto verso gli altri arrivare ad un appuntamento in orario. e questo è sapersi, diciamo, organizzare, impostare la propria vita in maniera corretta. certo gli imprevisti possono capitare…ma proprio per questo motivo bisogna cercare di tutelarsi, di organizzarsi in maniera tale da evitare i problemi che in un viaggio, in uno spostamento possono accadere.
    purtroppo ci sono poche persone che arrivano in orario, io sono una di queste…e devo dire anche un’altra cosa. quelle poche volte che sono arrivata in ritardo è perchè ho voluto IO arrivare in ritardo!
    E’ vero che in Olanda, per quanto riguarda il lavoro, c’è più correttezza, basta anche solo la parola data senza tante scritture magari per fare/dare un lavoro. in Italia è diverso, ma non per questo dobbiamo fare di un erba un fascio e dire che gli olandesi sono così e gli italiani cosà…
    ci sono olandesi poco puntuali ed italiani puntualissimi…
    l’unico rimedio è quello di insegnare ai propri figli che puntualità è segno di rispetto reciproco… non è bello aspettare, di conseguenza non è corretto far aspettare!

  13. Maria Cristina Giongo Scrive:

    In effetti, Ursula, non è che gli italiani brillino per puntualità…: a parte Emanuela ( ed IO!) che ha scritto il commento precedente!!!!

    Mentre gli olandesi sono più puntuali, proprio perchè più PRECISI; infatti la puntualità fa parte della precisione.

    Ovviamente spesso si tratta di luoghi comuni; di cui comunque è divertente parlare, come fa Sandrina!

  14. Francesco GuidOlanda Scrive:

    Beh.. credo che in entrambe le culture, italiana o olandese c’è sempre l’eccezione che conferma la regola. Ci sarà sempre l’olandese che fa ritardo, o l’italiano puntualissimo.. e viceversa

    Della mia piccola esperienza vi posso dire che conosco un’ italiana puntualissima.. che spacca il secondo.. e forse proprio perchè ha vissuto 27 anni in Olanda :)

    Approfitto per fare gli auguri a chi non ho ancora avuto modo di sentire come Ursula ed Emanuela..

  15. Ursula Wagenaar Scrive:

    @ Mauro e @ Sharron Clemens: siete gemelli? :)
    @ Francesco: Tanti auguri anche a te, e approfitto di farli anche a tutti gli altri. Sperando di potervi seguire ancora a lungo.

  16. Una bella serata alla gelateria della famiglia Liguori | BlogOlanda Scrive:

    […] Sandrina la conoscete bene, perchè scrive articoli per Blogolanda sulle differenze fra olandesi ed italiani, considerato che lei, olandese, ha sposato un italiano: Sergio. Entrambi sono proprietari della gelateria Verona. Il locale di Sandrina e Sergio è conosciuto non solo per gli ottimi gelati ma anche per le gustose pizzette e l’ottimo caffè. […]

  17. Mauro Scrive:

    @Francesco e @Ursula: ricambio anche a Voi gli Auguri di Buon Natale e Buon Anno Nuovo.
    @Sharron: puoi identificarti? Forse senza volerlo hai fatto un copia e incolla del mio commento. Chiunque tu sia Buon Natale anche a te.

  18. admin Scrive:

    Buon Natale anche a te Mauro :)

  19. admin Scrive:

    Ursula.. spero davvero di si.. il tuo contributo nel blog è davvero prezioso.. auguri ancora

  20. admin Scrive:

    Mauro e Ursula.. vi chiedo scusa.. me ne sono accorto solo adesso.. ho appena scoperto una nuova tecnica di spam.. difficilmente individuabile se non si usa la dovuta cortezza.. praticamente per eludere il sistema antispam.. riproducono lo stesso commento precedente.. inserendo come autore il link al proprio sito.. mahh…

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