Afsluitdijk,la diga. Il patto fra uomo e mare

Afsluitdijk

Questo mese e per tutto novembre, Blogolanda avrà l’onore e il piacere di ospitare una serie di articoli interessanti scritti da una turista innamorata dell’Olanda: Valentina. Il primo inizia proprio con un’icona olandese, quella più famosa legata alla storia di questo incredibile popolo. Vi lascio alla piacevole lettura.

Dopo tante riflessioni in merito al carattere degli olandesi, così fortemente connesso con l’acqua, quella dell’oceano e quella strappata alla terra per creare coltivazioni dalle paludi salmestre della laguna, cosa non mi aveva ancora portato ad andare a vedere “la grande diga” che ha chiuso fuori dal golfo il mare ?
Certamente l’impossibilità di arrivarci senza un’auto….
Difatti la distanza tra Amsterdam e Afsluitdijk è di 92.2 km, il tempo stimato per raggiungerla é di circa 1 ora e 15 minuti in auto, non é raggiungibile in treno e nemmeno in bicicletta, se non si prevede una notte dormendo fuori dalla capitale.

E quest’ anno, invece, Amsterdam mi ha fatto il regalo: l’agenzia che organizza escursioni anche fuori dalla città fino al Belgio, ha messo nel depliant delle gite in offerta ai turisti, la visita a due piccoli borghi dallo stile di vita placido e tranquillo, curati in ogni dettaglio ma senza affettazione e sopatutto, e ha incluso la visita alla grande diga: La Afsluitdijk (“diga di sbarramento”), che collega la provincia dell’Olanda Settentrionale, North Holland (Den Oever, nella municipalità di Wieringen) con la provincia della Frisia (Zurich, nella municipalità di Wunseradiel).
L’itinerario partendo dalla capitale, compie il giro dall’interno della penisola olandese fino alla diga, e, -attraverso uno sterminato paesaggio di mulini e polder-, percorre le strade che attraversano quella fitta rete di insediamenti che fanno della Northholland la più “olandese” delle sue provincie, e intorno alla quale ruota ancora gran parte dell’economia locale.
Questa è la regione dove gli abitanti sono distribuiti nella maglia dei villaggi sorti nei polder più antichi della nazione ( 6-700) e sebbene sia vicina alla capitale ha conservato stile di vita, abitudini e costumi tipicamente olandesi, questo fa della northholland un autentico museo all’aperto interessantissimo
Ma quello che incanta di questa regione è il paesaggio non tanto per la varietà quanto per la sua “artificiale naturalità” che lo rende più naturale del naturale….
Gran parte del territorio difatti è territorio emerso grazie al lavoro umano e si trova sotto il livello del mare: è la lotta contro l’acqua che ha scandito da sempre la storia del North Holland.
Per vincere questa secolare contesa l’uomo ha prodotto tre armi formidabili: la diga , che sbarra l’acqua, i mulini che prosciugano il terreno e i canali che convogliano l’acqua anche per molti metri sopra il livello del suolo creando il singolare effetto ottico della nave che vola in lontananza.

Del popolo frisone- che si dice essere di poche parole, umile e riservato-, parlano i leggendari cavalli e le bellissime mucche da latte bianche con le pezze nere …
Tutta la campagna circostante ne e’ piena: splendidi cavalli neri dagli zoccoli coperti da frange pelose pascolano o corrono a coppie… E branchi a perdita d’ occhio di mucche sui prati si alternano a quelle di pecore tonde dalla lana che le ricopre insieme a capre scure come ebano….boschi con i rami piegati dal vento che sembra respirino ne incorniciano gli ampi confini.
e il mare aperto all’ orizzonte..
“Aperto” finchè non si scorge un nastro leggermente grigio  all’orizzonte.  
La diga : un terrapieno di roccia tagliata a cubetti, fatti venire appositamente dalla Germania, separa il mare dall’ oceano; quando ci sono passata sopra mi sono resa conto di quanto impressionante fosse la cosa…
Ma può un popolo che ha sfidato e doppiato gli oceani da secoli, scoperto mondi da dove prendere ricchezze, prosciugato mari per coltivare con la sola forza del vento impressionarsi di fronte alla sfida col mare? 
Il polder e’ tuttora tenuto asciutto e coltivabile grazie a un ingegnoso sistema di pompe idriche che pompano con l’energia fornita dal vento e creando un nuovo ecosistema inventato come la natura dei quadri del rinascimento.
Questo con l’acqua è un rapporto da duellanti…che però non finisce mai…
Costruita tra il 1927 ed il 1932, la diga che sbarra a nord l’antico ZuiderZee oggi Ijsselmeer venne progettata  nel nel 1892 da Carl Lely, venne iniziata nel 1919 e inaugurata il 28 Maggio 1932 28 è lunga 32 km, larga 90 mt. ed arriva ad un’altezza di 7,25 mt. sopra il livello del mare. L’Afsluitdijk risulta essere undicesima tra le dighe più grandi al mondo. Lo sforzo compiuto nello sviluppo di modelli matematici per il calcolo delle correnti di marea, la selezione di adeguati materiali da costruzione e gli aspetti organizzativi ovviamente appare subito nella sua notevolezza e ambizione.. e sopratutto nel successo.

All’inizio della diga il monumento a Ley; al centro una targa con scritto,”; un popolo vivente costruisce il suo avvenire”
E difatti fra le due guerre , quando tutta l’ europa era distrutta anche fisicamente e quindi economicamente.. Gli olandesi guardavano lontano, come sempre…
la Afsluitdijk costituisce la più importante delle opere idrauliche di un progetto che ha separato l’insenatura dello Zuiderzee dal Mare del Nord, trasformandolo in un lago d’acqua dolce (lo Ijsselmeer) e permettendo di strappare alle acque i territori che oggi costituiscono la provincia dello Flevoland (Frisia,). Fino al 1932, lo Ijsselmeer si chiamava ancora Zuider Zee (Mare Meridionale).
La diga fu costruita infatti anche allo scopo di proteggere le sue coste dalle inondazioni e impedire quelle delle provincie circostanti, riducendo così la lunghezza della costa olandese di quasi 300 chilometri così da creare anche un lago d’acqua dolceche fornisce quindi acqua potabile, recuperando terreno per l’agricoltura e lo sviluppo urbano.
Il 28 maggio 2007 l’Olanda festeggiò il settantacinquesimo anniversario della nascita della diga Afsluitdijk che fu completata alla presenza della Regina Guglielmina. la sovrana dell’epoca.

Questa diga-ponte unisce i due estremi di un immenso golfo facendo la funzione di avvicinare sensibilmente la parte piu’ distante del paese alle due capitali, quella economica e quella politica: Amsterdam e Den Haag; inoltre protegge il polder dalle mareggiate, consentendo di poterlo ampliare creando nuovi campi coltivabili,  e terreno su cui installare pale eoliche.
il paesaggio a mio giudizio rimane bellissimo, ai piedi dei pali ci sono enormi fattorie e pascoli ricchi di animali oltre a selvaggina di passo e stanziale…
osservando la dolcezza di questi paesaggi ritengo che la polemica italiana sulle pale eoliche sia deltutto inutile..son ben altri gli scempi.

Ecco l’album fotografico completo.

 Afsluitdijk

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